Amedeo Modigliani “Nu couché (sur le côté gauche)”

Sì, perché l’emozione è stata davvero intensa, questa mattina. Un bisogno fisico di potermi esprimere ancora su tele di grandi dimensioni, cosa che non posso più fare. E questo, credetemi,  mi spezza il cuore, provocando lo stesso dolore che si prova per un amore perduto, o non ricambiato. Non lo auguro a nessuno. Un’emozione che non mi vergogno a dire, mi ha commosso fino alle lacrime, perché mi ha riportato, di colpo, al momento, anni fa, quando proprio l’arte di Modigliani, la sua vita, la sua immensa potenza espressiva, mi ha permesso di riavvicinarmi alla pittura.

A-R-T-E – Artisti si nasce o si diventa?

La gente non legge. Non leggono nemmeno quei galleristi o curatori d’arte, che spulciano su Google i nomi di artisti cui fare le loro proposte, senza nemmeno sprecarsi a leggere cosa scrivono sui loro siti, quale sia o meno la loro politica artistica e di pensiero. Non si fermano a pensare, a riflettere.
Se lo facessero, cambierebbero strada. Ognuno, Però, fa il proprio lavoro, e quello è il loro.

L’artista incompreso e la sua Musa

Non sempre è positivo, non subito, anzi, tutt’altro. Ti provoca un dolore fisico, lancinante, uno smarrimento, una solitudine, e quella sensazione maledetta che gli inetti giudicano “il vittimismo degli artisti incompresi; “nessuno potrà mai capirli”. Consiglio: e’ meglio non capire davvero un artista. Ma gli artisti non hanno bisogno di essere compresi. Ci sono critici che sprecano parole, lunghe pagine nel tentativo di definirne la giusta impronta. Spesso saccenti, poco immedesimati in quel che davvero è l’artista, il suo messaggio. L’artista non è così trasparente come si vuol far credere. L’artista è mutevole, si mimetizza, non rivela mai, in modo cristallino il suo vero Io. Diverrebbe scontato. Facile da manipolare.