Il Ballo del Doge 2010. Lo scenario e le atmosfere in un romanzo thriller.

Il Ballo del Doge 2010

Le atmosfere e il mistero di un evento magico tra le pagine del romanzo thriller  di Anna Maria Fazio – “Sangue Colpevole”.

Gentilissima Sig.ra Fazio,

 

che piacere leggere la sua mail. La ringrazio molto per le sue parole, la creatività crea sempre sinergie poiché è una forza dinamica e potentissima, e la creatività al femminile lo è ancora di più. Sono molto felice di sapere che il mio Ballo del Doge sia stato d’ispirazione per lei e per il suo thriller che non vedo l’ora di leggere (l’ho immediatamente ordinato!). (…)

Spero ci sarà occasione di conoscerla personalmente e se dovesse trovarsi a Venezia mi piacerebbe incontrarla e farle visitare il mio Atelier.

Un abbraccio,

 

Antonia Sautter

Questa mail mi è arrivata diversi mesi fa. Ai tempi il libro era stato pubblicato da una casa editrice.

Il mio sogno di pubblicare con una casa editrice non a pagamento, sembrava essersi realizzato.

Ma non era così. Purtroppo. Sono successe molte cose, spiacevoli, in questi mesi tra me e la casa editrice.

Oggi sono qui, orgogliosa e di nuovo autrice indipendente. Tornata in possesso dei miei diritti d’autore sul testo, torno a proporre al pubblico il mio romanzo. L’unico e originale, e legalmente autorizzata alla pubblicazione, che porta la mia firma.

Ogni altra edizione in commercio con il titolo precedente, è assolutamente illegale. 

Se siete curiosi di scoprire la storia di questo romanzo  che è diventato il primo volume di una duologia della quale vi parlerò presto, prenotate la vostra copia dell’ebook in prevendita su Amazon.

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Il primo volume del dittico "Linea di Sangue" di Anna Maria Fazio
                                                                    Sangue Colpevole – Romanzo Thriller di Anna Maria Fazio

Sin da quando la sola idea ha cominciato a balenarmi in mente. Ho raccontato il mio percorso di artista e autrice emergente sin dagli inizi. La rabbia, le delusioni, i loschi e dubbi personaggi che ho incontrato sul mio cammino, hanno ormai fatto sì che l’orlo della mia sopportazione arrivasse al limite.  Ho dipinto, ho  studiato, scritto, creato, stravolto la mia creatività in funzione di un progetto nuovo e importante. Un progetto che fosse anche da stimolo,  attraverso il mio pensiero  ribelle per altri artisti, giovani o meno. Un piccolo e modesto esempio di tenacia in nome della verità e del coraggio.   Ormai non c’è  nulla di più  che io possa fare. Sono stanca. Ora tocca a voi lettori.

Tocca a voi farmi capire  se  tutto questo lavoro, che ho progettato e portato avanti dal lontano 2012 fino alla pubblicazione a dicembre 2018, ha un senso, se merita di essere ascoltato, letto,compreso. Persino se la mia arte, il mio messaggio come pittrice ha un valore per qualcuno. Se tutto questo è davvero meritevole, frutto di un talento, e  che è stato persino giudicato con quotazione dall’Albo  Mondiale degli Artisti. Io, sinceramente,  non credo più nemmeno a questo. Ma non voglio pensare minimamente di mettere in dubbio tali importanti giudizi e valutazioni del mio operato. Nutro profondo rispetto, ma i riscontri non ne ho visti. Questo mi porta a pensare che, alla fine, puoi anche lottare, sfiancarti, proporti nel modo più onesto che esista e votare la tua vita all’impegno, alla ricerca della perfezione, senza riuscirci ovviamente, ma credendoci come è giusto che sia, non serve a niente, perché vige sempre e solo un unica moneta con la quale puoi superare  i passi successivi.  Il denaro. La popolarità, il sesso,le raccomandazioni, e se non li hai non vai da nessuna parte? Non posso e non voglio credere che sia questa la verità.
Nonostante le batoste io credo ancora  che

Finora non so se e quanto la mia storia di artista sia stata letta davvero.  Un tempo ricevevo decine e decine di email da gallerie ecc. Ho cominciato a esprimere il mio parere di artista ribelle a certi modus operandi e… le email, i contatti, le proposte si sono decimate peggio di un’epidemia di Ebola. Avrò per caso pestato i piedi a qualcuno? Se dai adito e voce a un’artista  come me… potrebbe  essere troppo scomodo? Se poi trovasse artisti che condividessero il suo pensiero? E decidessero di farsi addirittura rispettare?

Credetemi, non mi sto lamentando, anche se le mie parole potrebbero far sì che lo pensiate. Dico solo la realtà. Aprite gli occhi.

“Ecco, la solita, l’ennesima artista “sfigata”, una che non vende una tela, che non vale niente,  se non vende un motivo ci sarà?

Certo, i motivi ce ne sono, ma non riguardano certo il mio talento o le parole e il giudizi autorevoli in questo campo.  Io non voglio dubitare di questi enti preposti alle valutazioni  del talento di un artista. Il motivo vero, e se non è così, sfido chiunque a darmi una spiegazione sincera e onesta, è solo uno. Tacere, sempre.

Io, artista sconosciuta, emergente (odio questo termine) che si è messa in testa di cambiare il “sistema”. Si è illusa che essere puliti, lavorare di “pancia”, fare arte col cuore e non pretendendo il successo o perlomeno l’attenzione cedendo a ricatti, veri e propri, sia la strada giusta e sopratutto dovrebbe essere l’unica per sentirsi in pace con la propria coscienza e trasformare il mondo in un posto migliore anche nel campo dell’arte.

Si dice il peccato ma non il peccatore. Ma in tutta onestà, non fate finta di non sapere. Il non parlarne, il non denunciare non fa sì che la cosa non esista. La rende ancora più meschina e sporca. Ok, viviamo in un mondo corrotto, in una società che mette al primo posto l’arrivismo, l’opportunismo personale come mezzo di scambio, e la gente si vende l’anima, il corpo, la dignità. Tutto questo e molto altro per un posto ai piani alti. Non conta il viaggio, il lavoro, lo studio e i sacrifici,  ma solo ed esclusivamente la meta da raggiungere?  E’ davvero inutile tutto questo?

Se i mezzi per ottenerlo, quel posto, sono il sesso, e il denaro, la truffa, e la mercificazione della dignità  umana, no, io non ci sto. Non fa per me. Certamente non smetterò di denunciare e parlare di tutto questo.

Un Gallerista importante di Perugia mi disse” Tu mia cara, non hai capito nulla. Non funziona così. Io ho portato al successo molte pittrici, belle donne che sono diventate quello che sono adesso grazie a me. Certamente non grazie al loro talento dimostrato sulle “tele”.

Personalmente sono stanca, disgustata e mi vergogno per loro. e per chi accetta tutto questo. Un artista, una persona per bene non può e non deve vendersi così. Mi è stato spudoratamente offerto sesso in cambio di una chance per pubblicare,  e poi, scrivendo racconti erotici si sono sentiti  autorizzati a quel tipo di scambio. Persone senza pudore e senza vergogna.

I miei racconti, prima accolti come testi interessanti, poi, al mio rifiuto, letteralmente denigrati, offesi, addirittura considerati poco più di 0. Definendo la mia scrittura influenzata dalla scia del successo di Cinquanta sfumature. Svilendo le mie capacità, sempre che pensasse  che io ne avessi.

“Tu scrivi cose ridicole, situazioni inverosimili e che le donne, nessuna donna si sognerebbe di fare”. Peccato che poi, guardando nel catalogo dei testi pubblicati dalla sua casa editrice si leggano cose assolutamente impensabili e direi rasentano il pornografico, se non addirittura lo superano. Io, nel raccontare di sesso ci mettevo del sentimento con uno stile tutto mio.

Purtroppo questo genere di editori continua con questo metodo a reclutare i suoi autori/autrici. E nessuno li ferma.

Come artista: Galleristi importanti, titolari di gallerie a Bologna, Palermo, stimati, di un certo rilievo.

Come puoi non fidarti? Ti fidi. Credi nel buono delle persone, nella loro buona fede. Non può mica piovere per sempre!

Così affidi a lui, il gallerista, dieci dei tuoi quadri migliori, li spedisci alla sua galleria fiduciosa nelle sue affermazioni di poterli vendere tranquillamente. “Perché io so quello che faccio, sono del mestiere e la mia professionalità e riconosciuta”. Come non fidarsi?

Nel frattempo e in tempi non sospetti mi propone anche la pubblicazione dei miei libri erotici e del mio romanzo,

Dimenticavo, questo sedicente gallerista si vantava di essere stimato editore di cataloghi d’arte, di riviste artistiche. Gli parlo del mio libro e lui mi propone di Pubblicarlo, entusiasta e felice di intraprendere una nuova avventura con la pubblicazione di libri di narrativa e non solo d’arte contemporanea.

Perché non fidarsi?

 

Ti metti alla ricerca per ore e giorni di tutte le informazioni possibili sul suo nome, sul suo operato, sulla casa editrice, sulle due gallerie, a Bologna e Palermo, così da poter avere le conferme ai tuoi dubbi.

 

Il nulla, anzi, spuntano ora delle recensioni o commenti negativi, palesando sicura truffa ai danni di artisti ignari e fiduciosi nel genere umano. Spuntano anche eventi artistici in importanti palazzi e musei italiani, Bologna e Palermo in particolare, che evidentemente erano ignari di collaborare con un personaggio di tale levatura truffaldina.

Persino profili Facebook personali e di questa sedicente casa editrice, che magicamente dopo poco spariscono senza lasciare traccia, esattamente come il sito web

 

Tenti di avere spiegazioni ma ovviamente ti vengono negate

Passano i mesi, molti, e torni a scrivere mail sopra mail cercando di capire cosa sta succedendo. E allora t’incazzi, chiedi immediatamente la restituzione dei tuoi dipinti che non desideri più rimangano un minuto di più in suo possesso.

Risponde con una mail di minaccia di denunciarmi ai Carabinieri, perché lo accusavo di non essere professionale. Io? Dopo qualche giorno arriva un corriere che mi restituisce le mie opere, addirittura senza nessun addebito di spese di spedizione.

Ci mancherebbe pure!

E’ la goccia che fa traboccare il vaso e non vuoi avere più niente a che fare con un tipo simile.

Inizi a pensare che non sei mai stata una donna così fortunata, un’artista altrettanto. Solo ed esclusivamente truffata per migliaia di euro sudati e sacrificati in nome di un sogno mai realizzato.

Ma ora non sei più una giovane artista inesperta, sognatrice e sprovvista di quella dose di cinismo che sembra necessario al mondo d’oggi per sopravvivere e sopratutto per combattere la merda, la mancanza di valori e onestà, che quasi ci sovrasta. Ora sei una donna, hai un’età e un’esperienza che testimonia il tuo percorso semplice, pulito, testardo, ma vero. Ora hai , non i mezzi, ma la determinazione di portare alla luce tutto questo schifo.

 

Ecco che scrivi a Scrittoriincausa.com, un sito meraviglioso e utilissimo per gli autori. Scopri che quel famoso contratto di edizione per il tuo primo libro (Una linea sottile tanto per intenderci) è non solo fasullo, ma viola assolutamente un articolo determinante del codice sul diritto d’autore e forse, sei ancora in tempo per fermare tutto, perché quel contratto non è valido, e puoi rientrare in possesso dei diritti sul tuo lavoro.

 

Dopo vari controlli alla camera di Commercio, e documentazione che attesta l’inesistenza di una qualunque partita IVA intestata a questo editore, C.C. sia come editore sia come gallerista e tanto meno come persona fisica e gli innumerevoli tentativi di contattarlo, Mandi la tua disdetta del contratto per assunta violazione da parte sua del codice sul diritto d’autore.

Hai le prove, i tuoi diritti sul testo sono di nuovo tuoi.

Lui, la sua casa editrice, la sua galleria svaniscono nel nulla.

Se non fosse che hai perso i soldi per partecipare a quella mostra fantasma in un famoso castello in Sicilia, non hai perso altro denaro, fortunatamente.

Ma io non faccio e non ho fatto tutto questo per denaro. Delusa dal marciume nel quale ho rischiato di annegare volevo dare i miei quadri in beneficenza. Figuriamoci. Sapevate che ti chiedono dei soldi anche per questo?

Tu ti ritrovi di nuovo sola in una battaglia infinita che ormai è diventata una questione di principio, per te, ma anche per tutti quegli artisti /autori che cadono in queste losche trappole.

 

A quel punto avevo se non altro tanto materiale ispiratore per scrivere il mio vero primo romanzo, forse l’ultimo, ma questo lo deciderete voi, leggendolo.

Io ho sempre raccontato la verità,  anche quella che  risulta scomoda. Ci ho provato attraverso questo blog. Mi sono messa a nudo  mettendomi in gioco,dimostrando il mio coraggio e la mia determinazione di donna,di artista. Non ho mai pensato  o preteso  di cambiare la mia vita. Non mi sono mai illusa di essere una talentuosa. Vi ho raccontato semplicemente chi è  Anna  Maria.

Sono una donna semplice, come tante. Faccio un lavoro umile ma dignitoso, precario ma onesto. Non vivo d’arte e forse non accadrà mai. Certo è che vorrei lasciare un segno, un segno di grande coraggio e determinazione. Quella determinazione che le donne, tutte le donne possiedono ma a volte ignorano permettendo agli altri di calpestarle, di annullarle, di sottometterle. Siamo forti, siamo grandi e belle menti. Siamo dotate di una forza incredibile che nessun uomo deve e può obbligarci a reprimere. Non importa se ci vorrà una vita per ottenere il rispetto che meritiamo.

I sogni possono avverarsi e il mio, ve lo confesso è quello di poter continuare a scrivere, a dipingere, o meglio imbrattare tele usando i colori che provengono dal cuore. Dal cuore delle persone per bene.

Ho intrapreso la strada più  difficile,sia nella vita ,sia come artista. Convinta, nonostante gli ostacoli, nel credere che se c’è  una giustizia, una meritocrazia, qualcosa accadrà.

Io ho fatto tutto quello che era in mio potere. Il miracolo potete solo farlo voi che mi leggete. Ossia portando a conoscenza,condividendo e divulgando questa mia storia.

Sapete  la verità? Quello che penso è che  vieni lasciato solo, nella battaglia. Troppo spesso chi ti aiuta lo fa solo se ne avrà un ritorno  economico. Crede in te solo a metà. Forse.

Purtroppo quando ti senti dire dalla tua casa editrice : Siamo una piccola realtà, non possiamo stare dietro a tutti gli autori, per noi il passaparola è fondamentale”. In breve: Ti ho pubblicato senza farti pagare. Ora tocca a te.
Insomma, capite che ti cadono le braccia. Sprofondi e ti rendi conto che non hai poi ottenuto nulla di speciale se poi la tua storia nessuno la leggerà perché non hai i mezzi per farla conoscere e valorizzare. Vedi vacillare quella forza e quella tenacia che ti hanno sostenuto per anni come pittrice  e artista in generale. Anche come persona.

Io non ho contatti importanti, non ho denari da investire (tutto quello che ho fatto l”ho fatto con piccoli risparmi e sacrifici). Sono una donna che a malapena ha un lavoro, (alla mia età ti senti dire che sei ormai vecchia per lavorare) Certo, io sogno in grande e sfido chiunque a non farlo.  L’unica cosa che ho dalla mia parte è  l’onestà  e l’impegno.  Ma sono anni che mi sento ripetere sempre le stesse cose. Attendi,abbi pazienza. Vedrai che il tuo impegno sarà  ripagato. A volte penso di essere stata presa in giro senza soluzione di continuità. Forse non è  molto ciò  che ho da regalare. Forse non basta la Buona volontà di una donna normale che crede e combatte per i propri sogni. Probabile te non è  sufficiente essere onesti  in un mondo dove  tutto ha un prezzo,   anche essere e rimanere delle brave persone.

Prima di terminare questo articolo voglio raccontarvi l’unica soddisfazione,la gioia che ho ricevuto qualche giorno fa riguardo al mio  romanzo.
La mail di una persona, un’artista, una donna che ho preso a esempio e che mi ha ispirato alla scrittura attraverso le sue creazioni meravigliose. Parlo di Antonia a Sautter  l’inventrice dell’ evento incredibile e suggestivo de Il Ballo del Doge.

Mi era stato detto di”arrangiarmi” e l’ho ho sempre  fatto.  Così ho pensato che avrei dovuto più che potuto,  informare  personalmente,, e  la signora Antonia  Sautter che il suo evento Il Ballo del Doge 2010 è  stato l’ispiratore di alcune scene del mio thriller,  e immergersi in quelle atmosfere magiche mi ha fatto sognare, e credere per un attimo che tutto sia possibile.

Non avrei mai pensato  e osato in una sua risposta. Migliaia di ammiratori. Il simbolo della magnificenza di un evento  considerato il più esclusivo al mondo. Lei non avrà certo il tempo tempo da dedicare per rispondere alle email, personalmente, e sopratutto a me.
Invece  quel tempo lo ha trovato e le sue parole, la sua gentilezza e bellezza d’animo, quel giorno, mi hanno commossa.
Condivido con voi questa mia gioia.

Riporto qui parte del contenuto della sua mail, per rendervi partecipi della mia emozione, rinnovando il mio profondo rispetto e ringraziamento per le emozioni che la sua arte ha provocato in me.

 

 

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