Amedeo Modigliani “Nu couché (sur le côté gauche)”

Sì, perché l’emozione è stata davvero intensa, questa mattina. Un bisogno fisico di potermi esprimere ancora su tele di grandi dimensioni, cosa che non posso più fare. E questo, credetemi,  mi spezza il cuore, provocando lo stesso dolore che si prova per un amore perduto, o non ricambiato. Non lo auguro a nessuno. Un’emozione che non mi vergogno a dire, mi ha commosso fino alle lacrime, perché mi ha riportato, di colpo, al momento, anni fa, quando proprio l’arte di Modigliani, la sua vita, la sua immensa potenza espressiva, mi ha permesso di riavvicinarmi alla pittura.

Il bilancio di ogni nostro anno.

Non mi accontento, nel lavoro come nella vita privata. Piuttosto rinuncio, e proseguo il cammino verso nuove mete. Dovrebbero farlo tutti. Dare un significato alla propria vita, veramente, essendone orgogliosi. Permettere a ogni briciolo di sé di trasformarsi in polvere e poi in pietra, levigato dal tempo e dall’esperienza, alimentata dal coraggio di rimanere anche da soli, piuttosto che insieme con qualcuno che frena il tuo cammino con l’intenzione di spezzare le tue ali. Siamo nati da soli, e da soli ce ne andremo. Non ci pensiamo mai a questo, convinti che il senso della nostra vita debba darcelo qualcun’altro. Noi, soli, e per primi, siamo chiamati a dare forma ai nostri sogni, a combattere per realizzarli. A mettere in cima alla torre le cose più importanti e scar